Sembra che l’Italia sia precipitata nei bassi fondi economici europei e mondiali a causa del sistema elettorale.
Tutti si affannano a correre ai ripari rivolgendosi agli esperti che,
essendo sempre troppi e troppo bravi, non sono mai d’accordo su nulla e
non cavano un ragno dal buco. Anche loro tengono partito ma non lo
dicono e pensano a come salvare il proprio retrobottega.
Come
scrive Luca Josi su “Il Tempo” la quinta potenza mondiale è diventata
l’ottava europea e veleggia, orgogliosa, verso la trentesima posizione
del 2030. Il sistema elettorale è diventato il totem dei
fantomatici rinnovatori, che così credono di mettere una pieta sopra il
passato, ed il tabù dei rottamandi, i quali, invece, temono di perdere
il posto futuro.
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