Il
bello delle favole è che non tramontano mai, per la capacità che esse
hanno di parlare all’animo umano, al di là del tempo e delle condizioni
socio-culturali. Rito antico e moderno, per dirla con un grande
scrittore tradizionalista, Attilio Mordini, attraverso cui “il fanciullo
apre l’anima sua alla naturale investitura della parola umana nel
linguaggio evocativo; e tutte le ancestralità vengono in lui rimosse e
ordinate alla calda meraviglia dell’essere”, le favole si offrono
tuttavia anche al gioco delle reinvenzioni/reinterpretazioni, gioco
anch’esso senza tempo, in grado spesso di attualizzarne/ribaltarne il
messaggio.
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