Il governo Letta/Saccomanni aspira ad essere all’altezza della fiducia
che in esso hanno riposto sia la BCE di Mario Draghi sia la Commissione
Europea ed il grande cartello bancario sovranazionale che domina
l’economia dei paesi europei. Questa potrebbe essere la motivazione del
decreto predisposto da Saccomanni (la vera mente finanziaria del governo
Letta) che dispone la rivalutazione delle quote di partecipazione nella
Banca d’Italia, affidata ad un comitato di esperti della BCE che
avranno il compito di individuare il valore corretto di tale capitale.
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