Il crack di Wall Street nell'Ottobre del 1929, l'enorme crisi bancaria
del 1933 e il periodo prolungato di crisi economica negli Stati Uniti e
in Europa degli anni '30 portarono il presidente Franklin Roosevelt, e
in seguito i governi europei, a regolarizzare severamente il settore
finanziario al fine di evitare la ripetizione di gravi crisi di borsa e
bancarie. Come mostrano Carmen M. Reinhart et Kenneth S. Rogoff
(economisti neoliberali nordamericani) in "Questa volta è differente.
Otto secoli di follia finanziaria |1|, queste misure politiche hanno
permesso di ridurre drasticamente il numero di crisi bancarie nel corso
dei trent'anni che hanno seguito la seconda guerra mondiale. Kenneth
Rogoff è stato economista capo del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e
Carmen Reinhart, professoressa universitaria, è consulente del FMI e
della Banca Mondiale. Secondo le loro analisi (per altro fortemente
inserita nel pensiero dominante), la quantità molto ridotta di crisi
bancarie si spiega principalmente "attraverso la repressione dei mercati
finanziari interni (a livelli differenti), e poi grazie a un ricorso
massiccio al controllo dei capitali durante parecchi anni, dopo la
seconda guerra mondiale." |2|.
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