La deregolamentazione del sistema finanziario, avvenuta durante le
presidenze di Bill Clinton e George W. Bush, ha avuto come prevedibile
risultato finale la concentrazione finanziaria e l’adozione di
comportamenti sconsiderati. Un pugno di banche è cresciuto al punto tale
che le autorità finanziarie hanno dovute dichiararle "troppo grandi per
fallire".
Escluse dalla disciplina di mercato, queste banche sono diventate dei
meri reparti governativi, che spingono la Federal Reserve a creare
massicciamente nuova moneta [attraverso la politica del Quantitative
Easing], al fine sia di sostenere i prezzi degli strumenti finanziari
presenti nei loro bilanci, che di finanziare ad un basso tasso
d’interesse i trilioni di dollari del deficit del bilancio federale,
generato dalla lunga recessione dovuta alla crisi finanziaria.
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