Sono troppi i dubbi e gli
interrogativi sul recente decreto legge relativo alla rivalutazione del
capitale della Banca d’Italia per lasciarli “scivolare” nel
dimenticatoio delle decisioni politiche ed economiche più controverse.
L’aver
poi abbinato scelte strategiche, l’assetto della banca centrale e le
dismissioni di immobili del patrimonio pubblico, alla necessità di
alcune coperture di bilancio, anche in relazione alla questione IMU,
costituisce una brutta macchia nell’attività del Governo e dello stesso
Parlamento, che non ha tenuto conto delle vistose disomogeneità delle
materie incluse nel decreto.
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