Nella società della crescita in cui viviamo, tutte le attività
economiche, anche le più intrinsecamente legittime come nutrirsi o
vestirsi, diventano tossiche, se non criminali.
Le imprese che
fabbricano i prodotti di per sé più apprezzabili (per esempio, le
medicine) possono diventare le più “nefaste” a causa del modo in cui
sono organizzate, delle tecniche che utilizzano, delle politiche che
adottano o semplicemente delle loro dimensioni.
Ciò dipende da
quella mancanza di limiti che è al centro della logica produttivista,
che si tratti della ricerca del profitto, del saccheggio delle risorse
naturali, o dello sfruttamento di essere umani.
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