Il Governo Renzi annuncia un aumento della tassazione sulle rendite
finanziarie (con eccezione dei titoli del debito pubblico), per provare a
recuperare risorse per finanziare i provvedimenti che, nello stesso
programma, dovrebbero creare le condizioni di fuoriuscita dell’Italia
dalla recessione.
Le obiezioni sollevate sono molteplici e
riconducibili alle seguenti. In primo luogo, non è assolutamente certo
che le risorse derivanti dalla maggiorazione delle imposte sugli
interessi obbligazionari e bancari dal 20 al 26 per cento saranno in
grado di generare entrate di entità tali da garantire la totale
copertura del taglio dell’Irap. L’aumento dell’aliquota potrebbe
determinare un calo della domanda di titoli, di entità tale da generare
semmai una riduzione del gettito. In secondo luogo, l’aumento della
tassazione delle rendite finanziarie attuata da un singolo Stato
(sebbene questo provvedimento ponga la tassazione italiana sulle rendite
più in linea con quella europea)
– in mercati finanziari globali pressoché totalmente deregolamentati –
rischia di generare fughe di capitali e, anche per questa via, di
vanificare l’obiettivo di recuperare risorse.
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http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-governo-renzi-e-la-finanza/

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