Stiamo parlando di pagine di pubblicità occulta
"global-imperialista", direttamente o indirettamente sovvenzionate,
oppure di informazioni rigorose intervallate da qualche nota critica e
non servile, o di una concrezione ininterrotta di illazioni informative,
sempre confermative, riguardo una cosmovisione neoliberista ogni giorno
sempre più interiorizzata nei leucociti del sangue, una sorta di
postulato geometrico-economico, parte del nucleo di alcuni Elementi
inalterabili della cosiddetta economia della "libera impresa"?
Diamo allora un esempio tratto dallo scorso martedì 11 febbraio, che
ci consenta di scegliere tra queste coordinate. Stiamo parlando di
George Soros, il filantropico popperiano. [1]
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