Avete mai
sentito la voce di un amico che da mesi cerca il lavoro perso senza
colpa? Un amico che non riesce più a pagare gli studi figli, che si
dispera se l’auto si rompe, che per pagare
la rata del mutuo stringe all’inverosimile la cinghia. E davanti a sè
vede solo il baratro. Quando gli chiedi: “Come va?”. Lui ti risponde
“Bene”, perchè orgoglioso ma la sua voce è ansimante anche se è seduto
in poltrona e impercettibilmente tremula. E tu lo conosci troppo bene
per non intuire il suo stato d’animo. Sì proprio lui che fino a 3-4 anni
fa – mica un’eternità! – era un dirigente, un commerciante, un
imprenditore e che nemmeno immaginava di potersi trovare in uno stato di
disperazione esistenziale per povertà incipiente.
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