Può succedere che, nella pausa di una lunga intervista, ti ritrovi in
una cucina affacciata su un terrazzo precocemente fiorito, a far merenda
con tè al gelsomino. E capita pure che l'intervistato t'interroghi
all'improvviso sui romanzi dostoevskijani, l’Idiota in particolare. “A
un certo punto, ricorderà, Ippolít dice a Myskin: ‘Principe, lei un
giorno ha detto che il mondo sarà salvato dalla bellezza’. In russo la
parola mir vuol dire mondo e, allo stesso tempo, pace”. Per fortuna
partecipa anche la figlia del professor Zagrebelsky, Giulia, studentessa
di Lettere. “Abbiamo presente, per esempio, l'orrore in cui vivevano
gl'immigrati di Rosarno? È pensabile che fossero in pace con i propri
simili? Chi a Taranto è costretto tra le polveri dell'Ilva, non è nelle
condizioni di spirito di chi respira aria di montagna. Chiediamoci se
viviamo in un mondo bello o sempre più brutto, in ambienti disumani,
dominati dalla violenza, dalla sopraffazione, dallo sfruttamento. Altro
che bellezza! Che salvi il mondo, questo nostro mondo, è una frase da
cioccolatino. Infatti, l'hanno ripetuta in molti, autocompiacendosi, in
occasione dell'Oscar a La grande bellezza, come se fosse quella di
Myskin. Oggi si parla per non dire nulla. E si è ascoltati proprio per
questo. Il vuoto non disturba e, se è detto in certo modo, è anche
seducente. In un “Miss Italia” di qualche anno fa, una ragazza, per
presentarsi, ha pronunciato una frase memorabile: ‘Credo nei valori e mi
sento vincente’. Una sintesi perfetta del grottesco che c'è nel tempo
presente”.
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http://temi.repubblica.it/micromega-online/zagrebelsky-%E2%80%9Cquesto-renzismo-e-una-girandola-di-parole-a-vuoto%E2%80%9D/

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