Nel 1996 Fredric Jameson
ha iniziato a parlare di "svolta culturale" [1], rendendo evidente
l’analogia con la nota "svolta linguistica" esistente in filosofia sin
dagli inizi del XX secolo. Il filosofo americano, insieme ad altri
filosofi postmoderni, spiega che lo spazio dei simboli si è notevolmente
moltiplicato, mentre la materialità del mondo non può essere
moltiplicata nella stessa proporzione; soffre di una forte
"sovrabbondanza" simbolica in relazione alla materialità diretta.
In breve, la proliferazione dei media, internet incluso, anche se non
sono un mezzo di massa in senso stretto, ha cambiato le coordinate del
comportamento quotidiano e ha reso possibile che tutto converga, facendo
sì che l’immediatezza reale sia al di sopra dell'informazione e della
comunicazione.
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