Sembra che la Grande Germania, ritornata soggetto geopolitico egemone
in Europa, stia realizzando attualmente la prospettiva immaginata dai
politici e dagli economisti nazisti per il loro dopoguerra vittorioso:
di rendersi esportatrice netta di merci verso una periferia
monetariamente subalterna ad una moneta unica che allora sarebbe stato
il marco e adesso è l’euro.
Alla metà degli anni ’30 la stabilità degli scambi commerciali con
l’estero era stata raggiunta in Germania mediante accordi bilaterali di clearing che
consentivano di scambiare le merci senza “consumare” moneta perché le
importazioni, non coperte da esportazioni, venivano contabilizzate in
una “stanza di compensazione” e rinviate al futuro, senza interessi, in
attesa d’essere saldate con esportazioni a venire.
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