Ha colpito, nella vicenda dell'Ucraina,
l'affermazione del presidente Usa Obama secondo cui la Russia di Putin
sarebbe "dalla parte sbagliata della storia".
Stupisce intanto
perché la storiografia americana posteriore alla dissoluzione dell'Urss
aveva dogmaticamente quanto miopemente visto in questo evento la "fine
della storia", proprio quando invece le ragioni di essa (vale a dire
le idee, i popoli, le esigenze economiche) hanno ripreso a marciare
incuranti degli schemi ideologici del XX secolo.
Stupisce ancor di
più perché oggi, mentre vediamo una Russia che faticosamente tenta di
risorgere dalle ceneri dell'Urss, abbiamo davanti agli occhi anche il
terribile spettacolo delle rovine conseguenti al modo in cui
l'Occidente anglosassone ha condotto il Medio Oriente "dalla parte
giusta della storia": dall'Iraq all'Afghanistan, dalla Siria al Libano,
per non parlare del tragico fallimento delle cosiddette "primavere
arabe", che hanno disintegrato la Libia e riportato l'Egitto alla
dittatura militare.
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