Puntuale come un orologio
svizzero e fedele alla sua natura di giocatore “simmetrico”, Vladimir
Putin ha sciolto ogni dubbio e ha deciso di puntare tutto sull’opzione
eurasiatica.
Il gioco “duro” attuato da Washington tramite i suoi
satelliti di Bruxelles ha costretto il capo del Cremlino ad abbandonare
le sue storiche esitazioni verso l’Ostopolitik e a virare in maniera
decisa a favore dell’asse eurasiatico Russia-Cina-Iran prospettato già
all’inizio degli anni Novanta da Evgenij Primakov e dalla sua dottrina
geopolitica.
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