Si
può cercare di analizzare l'apparentemente incomprensibile,
l'inconcepibile? Ci proviamo. Siamo di fronte a due efferati delitti,
quelli di Brembate e di Motta Visconti, grosso modo hinterland milanese,
civilizzato se non civile. A Brembate è stata uccisa una ragazzina di
13 anni, Yara, a Motta Visconti una donna di 38 anni con i suoi due
piccoli figli. Si conoscono entrambi gli assassini. Per la verità quello
di Yara, un muratore, M.G.B., è solo presunto, perché non basta il Dna
per fornire una prova definitiva, e ha fatto bene il Procuratore capo di
Bergamo a lamentare la fuga di notizie perché creare 'mostri' anzitempo
da dare in pasto alla folla inferocita, una folla che, a volte, fa più
paura e orrore dello stesso assassino perché capisci benissimo che,
protetta dall'anonimato, com'è in questi casi, potrebbe compiere gli
stessi delitti, e forse anche peggiori, dell'assassino (si confronti il
comportamento di questa folla indecente, l'eterna folla di piazzale
Loreto, con quello dei genitori di Yara, le vere vittime, insieme
ovviamente alla ragazzina, di quel delitto).
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