I cattolici più rigorosi non hanno condiviso la definizione di “cattolico in politica” elargita, dalle autorevolissime colonne del Corriere della Sera, da
Ernesto Galli della Loggia a Matteo Renzi. Gli hanno replicato che il
termine “cattolico in politica” identifica “uno che vuole realizzare per
quanto possibile i principi della dottrina sociale della Chiesa in una
determinata circostanza storica”. Qualcuno di loro ha aggiunto che Renzi non può nemmeno essere equiparato ai democristiani d'antan, che, pur colpevoli di non avere saputo contrastare il processo di scristianizzazione dell'Italia, mostravano pubblicamente, anzi vantavano (magari solo per prendere voti), la loro appartenenza ad una cultura politica che aveva radici cristiane.
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