Privatizzare è la parola magica, la panacea ai problemi italiani,
per diminuire il debito pubblico e il rapporto tra debito e Pil, per
attrarre investitori esteri, per rilanciare la competitività, per
ammodernare il sistema produttivo ed economico. E chi più ne ha più ne
metta. Assieme alla necessità di "fare le riforme", qualunque esse siano, le privatizzazioni sono il nuovo mantra di media e politica.
Se si scava anche di poco sotto la superficie delle dichiarazioni
preconfezionate, la realtà è però ben diversa. Con le privatizzazioni il
governo spera di rastrellare 10-12 miliardi di euro per ridurre un
debito pubblico che veleggia ben al di sopra dei 2.000 miliardi. L'impatto sui conti pubblici sarebbe quindi trascurabile. Da un punto di vista economico, però, in un momento di difficoltà e sotto le pressioni della Troika,
è probabile che l'acquirente privato spunti un buon prezzo e acquisti
unicamente gli asset migliori e più remunerativi, quindi altrettanto
chiaramente è lo Stato a perdere, non "valorizzando" ma svendendo le proprie partecipazioni.
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http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=106695&typeb=0&Loid=315&Il-pilota-automatico-delle-privatizzazioni

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