Che la ricchezza non basti a misurare il
benessere non è una novità, né lo sono vari tentativi, nel mondo, di
sostituire il Pil con altre misurazioni, come quella della "felicità"
scelta dal Buthan. Ma ora è la Cina a muoversi, con oltre 70 città e
distretti che hanno abbandonato il Prodotto interno lordo come misura
della performance locale. I vertici del partito l'hanno stabilito alla
fine dell'anno scorso e il premier Xi Jinping l'ha ribadito in giugno:
"Non possiamo più usare il semplice Pil per decidere chi sono i più
bravi".
I funzionari governativi stanno assimilando il
contrordine: ora chiedono cose come l'attenzione all'ambiente e la
riduzione della povertà. E proprio mentre l'Ocse progetta di sostituire
il Pil con il suo Better Life Index, arrivano i primi segni concreti, a
parere del Financial Times,
del fatto che la Cina stia davvero lasciando il mantra della crescita
economica a ogni costo per incoraggiare una miglior qualità della vita.
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