Ormai comunemente si osserva che l’arsenale della democrazia continua
a intervenire con le sue guerre, coinvolgendo i suoi alleati
subalterni, per buttare giù soggetti politici che esso stesso aveva
messo su, armandoli e finanziandoli. Pensiamo ai talebani, a Saddam
Hussein, a Osama Bin Laden, ai miliziani dell’Isis.
Queste odierne operazioni in due fasi, costruzione e demolizione,
sono la continuazione di ciò che l’arsenale della democrazia aveva fatto
col nazismo, sostenendolo finanziariamente persino in tempo di guerra
attraverso partecipazioni societarie, e combattendolo nella seconda fase
con grande dispendio di mezzi, in larga parte addebitati agli alleati.
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