Dopo essere
stato, per anni, ai vertici della popolarità e del gradimento
dell’opinione pubblica, il sindacalismo italiano sembra essere finito in
una sorta di limbo. Molto, in questa direzione, ha fatto
Matteo Renzi, che, nei primi mesi del suo governo, ha rottamato la
concertazione tra sindacati, imprenditori e governo, su cui, per
decenni, si era fondata la politica delle relazioni sociali nel nostro
Paese; ha avviato le procedure per la cancellazione del CNEL, l’unico,
organico tentativo, costituzionalmente garantito, per dare un ruolo
istituzionale alle categorie produttive; ha dimezzato i permessi ed i
distacchi sindacali nelle pubbliche amministrazioni.
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