Una capillare rete formata da 968 comitati
locali e associazioni ambientaliste e oltre tremila adesioni
individuali di personalità, studiosi e amministratori sta cercando di fermare la devastazione del territorio.
Nato sulla spinta delle esperienze di alcuni comuni virtuosi che hanno
deciso di adottare piani urbanistici a zero occupazione di nuovo suolo
(il primo è stato Cassinetta di Lugagnano), il Forum nazionale
Salviamo il paesaggio (www.salviamoilpaesaggio.it)
si è incontato a Roma sabato 20 per la sua quarta assemblea nazionale.
Ne fanno parte, tra gli altri, Eddyburg, Associazione Comuni Virtuosi,
Legambiente, Movimento Decrescita Felice, Altreconomia, Borghi
Autentici d’Italia, Medici per l’Ambiente, Centro Nuovo Modello di
Sviluppo, varie organizzazioni agricole. Il loro obiettivo è semplice e
chiaro: impedire che una urbanizzazione selvaggia comprometta le
funzioni vitali della terra (erosione con perdita di materia organica e
biodiversità, salinizzazione, frane, alluvioni) oltre che il valore
estetico e culturale del paesaggio.
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