Ho
visto un altro mondo e ora mi sembra un sogno. Non siamo più negli anni
’70, mi rinfaccia con rabbia e arroganza o semplicemente con tristezza
chi mi chiede di tacere. E non sa fino a che punto potrei dargli
ragione.
Ho visto un mondo dove il posto di lavoro era la
partenza, non l’arrivo incerto di un percorso a ostacoli. I primi
volantini che da studente negli anni ’60 ho distribuito timidamente
davanti a una fabbrica di Bologna chiedevano l’abolizione
dell’apprendistato e dei contratti a termine, perché, si scriveva,
servivano solo a pagare di meno e a sfruttare di più.
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