Sono ormai vent’anni e più che in Italia
chiunque governi (centrodestra e centrosinistra in egual misura)
s’adopera per “liberalizzare” il mercato del lavoro. Lo Statuto dei
Lavoratori, ovvero la famosa Legge 300 del 20 maggio 1970, è divenuta
sempre più relativa e meno influente. L’art. 18, poi, è stato assurto
negli anni a “pietra dello scandalo” alla base di un quotidiano e
vieppiù virulento scontro tra quanti ne invocano la soppressione e
quanti, al contrario, ne difendono la sopravvivenza a spada tratta.
Eppure, più passa il tempo e più diventa chiaro come l’art. 18 sia ormai
soltanto e soprattutto un “feticcio”, la cui abrogazione (o
conservazione) influirebbe poco o nulla sulle prestazioni e l’efficienza
del mercato del lavoro. Pare infatti che a beneficiarne, in Italia, sia
ormai una percentuale irrisoria di lavoratori, così come irrisorio
sarebbe il numero di casi annui in cui verrebbe appellato ed applicato.
leggi tutto:
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=49465

Nessun commento:
Posta un commento