La Cina è in preda ad una rivoluzione
colorata altrettanto, se non più, minacciosa della minaccia
anti-establishment affrontata nel 1989 a piazza Tiananmen. All’epoca,
come oggi, individui ben intenzionati (per lo più giovani) furono
coinvolti dal romanticismo rivoluzionario del momento. All’epoca si era
all’imminente caduta del comunismo in Europa orientale, mentre oggi vi
sono le rivoluzioni colorate, la ‘primavera araba’ (una rivoluzione
colorata regionale) e il movimento Occupy. L’ultima volta,
però, la scena delle attività era la capitale, e l'(irrealistico)
obiettivo era porre una fine rapida e veloce al regime comunista in
Cina attraverso una ‘protesta popolare’ manipolata. Quello che accade
ora, tuttavia, è più sinistro.
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