“Il nostro destino dipende molto più dalla saggezza che dalla conoscenza”: con queste parole, il padre della bioeconomia Nicholas Georgescu-Roegen (di cui giovedì ricorreva il ventennale della scomparsa e al cui ricordo è dedicato il workshop che ho organizzato in Umbria il 22 e 23 novembre prossimi)
suggellava il valore di un innovativo impianto teorico che, concependo
l’economia e i processi produttivi come semplici “applicazioni” di un
quadro sistemico assai più vasto e olisticamente fondato sulle leggi
della biologia e della fisica, avrebbe molto da insegnare anche ai policy-makers contemporanei.
Per quello che potrebbe a tutti gli effetti essere considerato come
il Galileo Galilei del XX secolo, il processo economico doveva avere
come finalità ultima il benessere delle persone,
svincolandosi da quell’impianto dottrinario che, abilmente veicolato da
alquanto sospette “mani invisibili”, si è sempre e soltanto fondato sul
concetto – volutamente equivoco – di “utilità”.
leggi tutto:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/11/03/crisi-teorie-economiche-capitale-cosaltro/1187929/

Nessun commento:
Posta un commento