L’Italia è il Paese delle varianti in corso d’opera, dei costi
infrastrutturali che schizzano alle stelle, nonostante i contratti
stipulati e quasi mai rispettati nel “conquibus”, e degli sprechi
gestionali con i quali vengono coperti i costi di accomodamento delle
pratiche amministrative, nonché le copiose regalie ai consulenti amici
dei politici. Nel Belpaese non c’è investimento che rispetti le
aspettative di spesa, in tutti settori dove s’impiega denaro pubblico,
eppure ci sentiamo raccontare dall’AD di Eni che l’azienda di San Donato
potrebbe uscire dal South Stream per non sforare i bilanci.
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