La globalizzazione è finita. Questa
lettura ideologica della nostra epoca post Guerra Fredda –
teleologicamente corretta perché aderente alla visione dominatrice
Atlantica, uscita vincitrice dal confronto cinquantennale col blocco
sovietico – di cui il povero Marx sarebbe stato il precursore, come un
economista classico comune, un Adamo Smith qualsiasi, è smentita dal
ritorno in auge dei protezionismi, dei nazionalismi e delle stesse
Potenze che riconcorrono in maniera antagonistica all’occupazione delle
zone d’influenza nello spazio mondiale. Russia e Cina sono quelle più
in evidenza in questo momento.
L’orizzonte globalista non era altro
che l’abito avvolgente col quale gli Usa ed i suoi partner avevano
abbracciato, nel proprio campo egemonico, quasi tutto il pianeta,
farneticando di una fase di pace perpetua in cui il mercato, secondo un
processo naturale, avrebbe unificato popoli e territori, con la
supervisione di organismi di governance universale, a partecipazione
pluristatale, almeno simulata (perché sappiamo, in realtà, di chi erano
emanazione diretta i vertici di tali istituzioni).
leggi tutto:
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=49890

Nessun commento:
Posta un commento