Non è affatto vero che non c’è nessun colpevole per l’assassinio di
Stefano Cucchi: è lì, in primo piano, è lo Stato che si rivela ormai
come nemico a tutto campo dei cittadini, sua controparte storica. Uno
stato con le travi marce sorretto a mala pena dalla pavidità e
dall’arroganza insieme, dalle corporazioni, dai clan, dal bizantinismo
leguleio, dall’irresponsabilità dei responsabili. E’ uno Stato dove i
difensori dei cittadini si rivelano canaglie in proprio, i medici
spergiuri di Ippocrate, l’insieme dalla macchina della giustizia
elefantiaca e ottusa, che sfoggia il ghigno ebete e trionfante del suo
premier forse scelto per rassomiglianza metaforica.
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