Finisce un’epoca. Siamo alle ultime battute dell’ultimo atto. E’
triste. E ovattato. Qualche scoppio, in lontananza. Qualche boato. Cupo.
Qualche luce, anche. Subito inghiottita dalla nebbia. O era fumo?
Tanti… non vogliono. Non vedono. Non accettano. Chi vede, tace. O trema.
Qualcuno parla. Ma non dice. Non rivela.
Non ci sono scuse. Non più, ormai. Sono passati venticinque anni da
quando un’alternativa, nei nostri pensieri più arditi, comunque… c’era.
Brutta. Cattiva. Inapplicabile. Ma… “altra”. E questo era già
sufficiente. L’essere umano ha bisogno di un’alternativa. Sempre.
Quando invece non ne ha, succedono inevitabilmente due cose: prima, si
convince che quell’unica strada rimasta sia la migliore; poi – quando si
accorge di avere mentito a se stesso – si arrabbia e reagisce.
Re-agisce. Lo dice la biologia, prima ancora della psicologia o della
geopolitica.
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http://llht.org/2014/09/11/tre-passi-avanti/

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