I
“dissidenti” dell’ala sinistra del PD hanno montato e stanno menando per
l’aia, da tempo, rumorosamente, inconcludentemente, una apparente
battaglia interna su temi interessanti ma marginali ai fini pratici, ai
fini dell’emergenza, temi quali il Jobs Act, che in fondo introduce
cambiamenti modesti rispetto a quanto già fatto dai governi precedenti. I
“dissidenti” criticano Renzi sui aspetti limitati e su qualche
principio, mentre la critica reale sarebbe quella sui risultati pratici
del suo governo e su dove ci sta portando in concreto e a breve. Cioè,
sarebbe chiedergli di andarsene e togliergli la fiducia semplicemente
perché ha completamente fallito e non ha un piano alternativo, e si
difende solo mentendo sui dati e attribuendo la colpa a capri espiatori
come i gufi, i frenatori, i dissidenti, i conservatori. Il dato di
realtà è che, anche con lui, continuano a crescere disoccupazione,
indebitamento, deficit, pressione fiscale. A giugno scatterà la clausola
di salvaguardia che porta l’iva al 25%, in mancanza di ripresa del PIL.
Vi immaginate la conseguenza per la domanda interna?
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http://frontediliberazionedaibanchieri.it/2014/12/dissidenti-dem-il-gioco-delle-parti.html

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