Il Consiglio Europeo per gli Affari Esteri e il think-tank di Berlino
Frierich Ebert Stiftung sono appena giunti più o meno alla stessa
conclusione.
Se la pericolosa fase di stallo tra UE e Russia circa l’Ucraina non
verrà risolta, l’UE potrebbe dover affrontare, entro il 2030, un
dispiegamento di forze militari nell’Europa Orientale; una nuova corsa
alle armi con la NATO come protagonista e una “zona di instabilità”
semi-permanente dal Baltico ai Balcani e al Mar Nero.
Ciò
che i due think-tank non potranno – e non vorranno – mai ammettere è che
un nuovo “arco di instabilità” europeo – dal Baltico al Mar Nero, come
io stesso ed altri analisti abbiamo paventato – è esattamente cosa
l’Impero del Caos e il suo braccio armato – la NATO – stanno costruendo
per prevenire una più stretta integrazione eurasiatica.
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