Una previsione facile facile: il 2015 sarà sicuramente peggiore del 2014. In compenso sarà migliore del 2016.
Abbiamo finito l’anno sotto il segno del patto di stabilità. Che è quello che precede la stabilità definitiva, il rigor mortis, l’immobilità che accompagna la dipartita.
Il Paese è allo sfacelo: industriale, tecnologico, organizzativo, morale.
Il Jobs act è espressione misteriosa nei suoi dettagli esecutivi, ma chiarissima nel suo significato finale, nel “vettore di uscita”: licenziamenti
sempre più facili, introduzione per legge del diritto dei padroni di
licenziare i dipendenti. E , cosa ancora più strategicamente importante:
eliminazione di fatto della contrattazione collettiva. Così ogni
lavoratore è solo contro chi gli dovrebbe dare lavoro. Cioè impossibilitato a difendersi.
leggi tutto:
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=14443

Nessun commento:
Posta un commento