L’ostilità americana verso la Russia
post-sovietica è astiosa quanto quella che fu riservata all’URSS. La
cosa può stupire, visto il desiderio dei dirigenti della nuova Russia
di essere accolti a pieno titolo nel sistema occidentale.
Il
fatto si spiega se consideriamo che l’ideologia è solo un pretesto per
coprire le vere motivazioni profonde dei comportamenti nei rapporti
politici e fra gli Stati. In realtà quello che l’Impero anglo-americano
temeva non era il cosiddetto comunismo. Banchieri, monopolisti, vertici
dei servizi segreti, cioè quelli che sanno e che contano, sapevano
bene che un’economia rigidamente e burocraticamente pianificata non
avrebbe retto il confronto con le dinamiche del Mercato occidentale. Il
problema non era l’URSS comunista, il problema era il controllo
dell’Europa e pertanto il timore che la Russia, sovietica o
“democratica” che fosse, ne diventasse egemone nonostante
l’inadeguatezza economica.
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