Populismo, questo sconosciuto!! A ognuno il suo populismo. Ingombra
l’inconscio collettivo delle folle irrequiete, gratifica le loro
sollecitazioni di benefici umanitari, illude le loro nostalgie
democratiche, rassicura le loro ansie metropolitane. Insomma non lo si
nega a nessuno, soprattutto nel tempo malsano e degradato dell’egemonia
dei banksters, dove la democrazia appare sempre più agonizzante e i
Parlamenti degli Stati europei si sono svuotati di potere politico
rappresentativo.
Il populismo infatti ha assunto
diverse facce nell’arco della storia, e mistificando i propri fini e i
propri interessi, ha comunque seminato bufale a volontà, camuffando i
veri intenti con i falsi ideali proposti e i discorsi retorici ad
effetto. Screditato poi, dopo l’ipocrisia del passato fascista, il
populismo sta riconquistando terreno presso l’opinione pubblica,
disorientata dalla ridondanza di significati privi di alcun senso,
mentre i partiti esistenti facilitano questo revisionismo, perché non
avendo veri programmi si sono trasformati solo e unicamente in
dispositivi elettorali per vincere le elezioni: il loro paradigma
dovrebbe essere “overcoming” invece di “planning”.
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