Sono un ammiratore delle inchieste di Dahr Jamail. Nell’articolo “Oceani in crisi”,
Jamail ci dice che stiamo perdendo gli oceani. Parla della distruzione
degli oceani da parte dell’uomo. È una distruzione reale, con
conseguenze ad ampio spettro. Il fatto è inequivocabile. Dal mio punto
di vista la distruzione degli oceani da parte dell’uomo è un ulteriore
sintomo della natura rovinosa del capitalismo privato. Nel capitalismo
non c’è alcun pensiero volto al futuro
del pianeta e dell’umanità, solo per i bonus e i profitti a breve
termine. Di conseguenza i costi sociali sono ignorati. Il capitalismo
può funzionare se i costi sociali ed esterni possono essere inclusi nei
costi di produzione. Però le compagnie più potenti possono bloccare un
capitalismo socialmente funzionante grazie ai loro contributi alle
campagne politiche. Di conseguenza, sono i capitalisti stessi a fare del
capitalismo un sistema disfunzionale. Potremmo aver raggiunto il punto
in cui i costi esterni di produzione sono maggiori del valore del
tornaconto capitalista. L’economista Herman Daly ha fatto un caso studio
su questo punto.
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