Fin dagli albori della civiltà, l'uomo si è arrovellato il
cervello con domande importanti - importanti perchè avevano a che fare
con la sua esistenza, il suo io, ciò che di più caro possedeva - senza mai trovare una risposta univoca
che, una volta per tutte, ponesse fine al tormento di vivere
nell'incertezza, di continuare nell'esasperante ricerca di una risposta
che fosse una, univoca e certa.
Fin da quando l'umanità ha memoria, l'uomo si è posto domande quali:
"Che cos'è l'amore", "Che senso ha la vita, non solo la mia, ma quella
dei milioni di individui che come me si ritrovano su questo pianeta?"
"Che cos'è il dolore?", "Perchè soffriamo?", "Che cos'è la morte?". Tra
l'altro, l'uomo ha una peculiarità. Tra tutte le specie viventi, è
l'unico a sapere - fin dalla sua venuta al mondo - di essere destinato
alla morte, una morte imprevedibile ma certa.
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