Mancano ormai pochissimi giorni all’inizio di Expo 2015,
il grande evento che, a detta del governo, dovrebbe “rilanciare”
l’Italia nel mondo, sia da un punto di vista economico che culturale. In
effetti, un’esposizione universale della durata di sei mesi e dedicata
all’alimentazione sarebbe potuta essere un’occasione di rivalsa,
soprattutto verso le politiche alimentari criminali odierne (produzioni
intensive, ogm, ecc…), per un Paese che ha nel buon cibo una delle sue
caratteristiche fondanti. Sarebbe potuta, ma non sarà. Questo perché
l’obiettivo di quest’evento non risiede nella valorizzazione dei
prodotti tipici e delle aziende locali, alimentata dal confronto con le
tradizioni culinarie degli altri paesi, ma in un sincero elogio del
sistema neo-liberale e dei suoi massimi artefici: le multinazionali.
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