Nel silenzio assordante dei media di regime, che non possono
macchiare l’immagine degli Stati Uniti in ripresa, la realtà è che
l’esplosione sociale ed etnica, già da noi preannunciata in altri nostri
articoli, si fa sempre più grave. E dopo le rivolte di Ferguson, per la
morte di un ragazzo nero che poi si sono diffuse a macchia d’olio in
diverse città statunitensi, dopo i diversi episodi violenti contro la
Casa Bianca e il Congresso, sabato 25 aprile è il Maryland e
precisamente la città di Baltimora ad essere travolta dai manifestanti
di colore che hanno letteralmente devastato la città, distrutto auto
della polizia, auto private, saccheggiato e distrutto vetrine dei negozi
e picchiato e intimidito bianchi. Direi non proprio la perfetta
immagine di un paese in ripresa e crescita.
Una crescita,
che come ben sapete, riguarda soltanto gli utili di pochi miliardari e
finanzieri e assolutamente non la maggioranza della popolazione. Una
mancata ripresa, quella americana, che si abbatte in primis sulla
minoranza di colore, da sempre economicamente più povera rispetto e ai
bianchi ed ora, complice la crisi mondiale, decisamente in difficoltà e
che quindi riversa la propria rabbia e il proprio malcontento per
l’atteggiamento razzista della polizia che non si fa scrupoli ad
uccidere neri disarmati ( fenomeno stranamente in crescita e che
potrebbe farci sospettare una volontà precisa che mira alla strategia
della tensione).
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