Ai tradizionali argomenti contro l’Expo (sfruttamento del lavoro
precario, danni per l’ambiente, inquinamento malavitoso, spreco di
denaro, ecc.) vorrei aggiungerne uno che non vedo citato spesso. La
scelta di modello di crescita economica che una manifestazione del
genere nasconde.
Nel corso della loro storia più che
secolare, le Esposizioni universali hanno avuto due funzioni. La prima,
mostrare lo “stato dell’arte” nel campo della tecnologia, dello sviluppo
industriale, di quello che era definito genericamente “il progresso”
(capitalistico, è ovvio). La seconda, far conoscere al mondo la
posizione del paese ospitante in quel quadro, presentandolo come
centrale e ben inserito nei grandi risultati raggiunti.
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