Esiste una certa lettura moralistica, molto lacunosa e non suffragata da dati empirici, che concepisce la crisi come prodotto della corruzione,
degli sperperi della finanza pubblica e dei redditi del ceto politico.
Attorno a quest'ultimo è sorta tutta una sottocultura che accusa la
"casta" di essere un terribile flagello per le casse dello stato, ma
soprattutto di ricevere rendite immorali e molto al di sopra di quella
che sarebbe una giusta retribuzione. Questa subcultura che ha un
notevole successo popolare, quanto una totale incapacità di inquadrare la questione entro un'ottica scientifica e razionale,
limitandosi all'invettiva e allo sfogo verbale di un imprecisato
malessere, è stata avallata e incoraggiata da numerosi intellettuali e
giornalisti, molti dei quali fino a ieri sostenevano proprio quella
"casta" considerata oggi come l'origine di tutti i mali.
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http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=119858&typeb=0&Loid=315&Il-moralismo-neoliberale

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