In un mondo
che, forse, non saremo mai destinati ad abitare, i grandi manager si
recano a colloquio con i presidenti per rassicurarli, non il contrario:
questo sancirebbe il primato della politica, il riconoscimento della
superiorità dell’amministrazione sull’economia, la constatazione che di
fronte alla fecondità del dibattito pubblico l’economico non è che uno
strumento funzionale, un sottocodice. È solo sotto il controllo politico
transnazionale e nazionale che l’economia può funzionare, pertanto le
grandi aziende non possono fare ricatti e, anzi, discutono con i vari
premier su come trovare comuni intese per il benessere collettivo.
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