Che Renzi sia un bulletto di provincia è cosa ormai lampante anche agli
orbi. Che Renzi sia un Caudillo ed un "maleducato di talento", come lo
definisce con elegante levità De Bortoli, è cosa su cui non si può non
concordare. Che sia un tanghero "più ignorante di un tacco di Frate",
come direbbe Bianciardi, abbiamo ogni giorno la riprova.
Che abbia una cultura autoritaria è forse dir troppo, ovviamente per via
della cultura, chè Renzi è un autoritario di istinto. Che sia un
imbroglioncello abituato al gioco delle tre carte lo ha decretato la
vicenda del Tesoretto e della sua fine ingloriosa. Che sia un
opportunista patentato lo dicono i suoi continui giravolta. Che sia un
democristiano marcio la sua biografia. Che sia un indegno cialtrone lo
conferma ogni giorno con il suo "annuncismo", che avvisa di mirabolanti
riforme che poi non si vedono. Che sia uomo senza fede e senza parola,
può attestarlo persino Berlusconi che ha trovato uno peggiore di lui.
Dunque, il giudizio complessivo è chiaro. Eppure c'è chi è peggio di lui: i suoi oppositori.
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