Le ultime peripezie nel negoziato fra governo greco e creditori mettono
in evidenza le contraddizioni di molti commentatori politici. Partono
dal presupposto che il governo greco “non possa far altro che cedere” o
che “finirà inevitabilmente per cedere”, e considerano ogni concessione
fatta dal governo greco come la “prova” della sua prossima
capitolazione, che la temano o che – sotto sotto – ci sperino. Da questo
punto di vista c’è una strana e malsana sintonia fra i commentatori più
reazionari e quelli che vogliono farsi passare per “radicali” e che
trascurano scientemente la complessità della lotta che il governo greco
sta portando avanti. Quest’ultimo si batte con il coraggio di Achille e
con l’astuzia di Ulisse. Diciamolo subito: tutti quelli che avevano
preannunciato la “capitolazione” del governo greco hanno avuto torto. È
necessario capire perché.
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