Ieri il primo ministro islandese, Sigmundur Gunnlaugsson, ha annunciato
il piano che costituisce essenzialmente il capitolo conclusivo della
strategia adottata dal suo paese per la gestione della crisi finanziaria
– un approccio che deviava parecchio dalle preferenze delle élite
finanziarie globali e che ha funzionato piuttosto bene. Invece di
abbracciare l'ortodossia dei salvataggi bancari, dell'austerità e della
bassa inflazione, l'Islanda ha fatto esattamente l'opposto.
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