A
parlare di storia e di cultura in un frangente come quello che stiamo
vivendo, immersi come siamo da anni nella gabbia di vincoli intessuti
in una impenetrabile tela formata da algidi numeri e illogici
algoritmi, si rischia seriamente di non essere presi sul serio. E,
francamente, dopo la recente, patetica e propagandistica scenetta da
cabaret recitata dal Premier inerente il disegno di legge sulla scuola,
verrebbe voglia di glissare. Ovviamente, la cultura è uno strumento
centrale per la formazione della coscienza critica di un popolo.
Tuttavia, non possiamo proprio accogliere lezioni sulla cultura da
parte di chi, tra i suoi più fedeli seguaci, annovera “luminari” che,
convintamente, si rendono protagonisti di affermazioni di tal fatta:
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http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=51358

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