Che altro fare? Dopo aver creato (con
guerre criminali come quelle in Libia e Siria) e montato ad arte il
problema “immigrazione”, eccoci giunti al suo “naturale” sbocco: il
lavoro servile, cioè nessuna compensazione monetaria in cambio della
propria attività. Una volta riempito ogni spazio “ricettivo” ed
esasperato ben bene la situazione sui territori, in quale altro modo
procedere? Ma è ovvio, far lavorare i “migranti” gratis. Peccato che
queste centinaia di migliaia di persone servano come cavie e testa
d’ariete per un esperimento sociale su ampia scala. I buonisti e gli
“antirassisti” di professione, che ne siano consapevoli o meno, mostrano
così la loro vera natura di utili idioti al servizio dei moderni
negrieri. Domani, visto che l’uomo è un animale che si abitua a tutto,
sembrerà normale che le amministrazioni e altri “soggetti” impieghino
abitualmente personale senza corrispondergli alcuna retribuzione.
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