Vi fu un tempo in cui l’obiettivo dell’agire, sia individuale sia
collettivo, era orientato al perseguimento di futuri migliori. È ciò che
in fondo accomuna le esperienze filosofiche più tipiche della
modernità, dall’illuminismo e al marxismo. Nell’odierno tempo della
“fine delle grandi narrazioni” (Lyotard) successiva alla fine
dell’utopia (Berlino, 1989), il perseguimento di ulteriorità nobilitanti
pare aver ceduto il passo all’ideale dello scolpimento del proprio
profilo individuale, all’ombra del potere e al riparo dalla suadente
tentazione delle utopie sociali.
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