Non sopporto più l’ipocrisia di Tsipras, l’uomo che aveva acceso le
speranze di una vera svolta democratica in Europa per poi ridursi ad
applicare le riforme della Troika che il popolo gli aveva dato mandato
di combattere. Ora si è dimesso. Troppo tardi, mi vien da dire. O troppo
presto. Già, perché andare alle elezioni il mese prossimo, subito dopo
la svolta pro establishment europeo di Syriza, significa, di fatto,
impedire alle forze antieuro di organizzarsi. A questo punto che vinca
Syriza o il centrodestra di Neo Demokratia o i socialisti poco importa:
applicheranno la stessa politica di rigore che ha dissanguato la Grecia.
E il popolo sarà privato di una vera alternativa, considerata
l’improponibilità di Alba Dorata e altre formazioni estremiste.
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