In una intervista con Adam Mitchnik pubblicata qualche giorno fa dal
quotidiano la Repubblica il presidente Napolitano ammette di essere
stato dalla parte dei carri armati sovietici che invasero Budapest
uccidendo gli operai insorti nel 1956. Potremmo aggiungere che il
presidente Napolitano, in quanto dirigente del Partito comunista
italiano negli anni dello stalinismo, ha pensato che fosse giusto
sterminare i kulaki, internare i dissidenti politici, eliminare gli
anarchici e i trotzkisti e così via assassinando.
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